Da 0 a pochi mesi non è difficile
vestire un bimbo. La maggior preoccupazione è costituita dalla testa,
che si piega paurosamente se si cerca di infilare un vestito troppo stretto,
seguita dalla posizione delle dita della mano, quasi sempre aperta e quasi
sempre con il mignolo che si impiglia in qualche punto della manica. Gli
intoppi standard sono costituiti dal fatto che il pupo rimane con l’arto
teso (braccio o gamba che sia, a quell’età non fa molta differenza)
quando dovrebbe piegarlo e viceversa. Per il resto, anche se non abbiamo
mai giocato con le bambole, l’operazione è sufficiente semplice
da farci assumere quell’aria di superiorità che ben poche volte
ci possiamo permettere, mentre agganciamo con nonchalance (si scrive così
?) l’ultimo automatico (figurati se un figo come me non riesce a mettere
un vestito al pupo !) e .... ci apprestiamo a ripetere l'operazione perchè
regolarmente abbiamo saltato un bottone.
Il problema inizia a manifestarsi verso il terzo o quarto mese. Più
o meno è ancora lì bloccato dalla mancanza di informazioni
su come ci si muove, però inizia a capire che forse ce la fa a complicare
la vita in qualche modo al papà. Così di colpo si gira su
un lato seguito dal nostro regolare tuffo in avanti per evitare il peggio
ed altrettanto regolare tuffo al cuore che ci leva 10 anni di vita ( ho
idea che senza bimbi siamo probabilmente immortali, ma sicuramente più
infelici ). In questo periodo le braccine iniziano ad opporre una leggera
resistenza, il pugno si fa più serrato e le gambe iniziano a mirare
le vostre parti molli. Ma il buon Dio ha pensato di fare tutto per gradi
ed ancora per un po’ sia la mira che la potenza sono scarsine. Ma con il
passare del tempo le cose peggiorano ed il pupo inizia ad aggiustare il
tiro. Per il principio di massima sfiga, gli arti che iniziano ad essere
sufficientemente sviluppati da dare dei problemi sono proprio quelli vicini
alla parte che dà più lavoro ai genitori, cioè le
gambe. Così di punto in bianco eccoti un decisa pedata altezza viso
oppure una inarcata violenta a livello della schiena mentre gli state
tenendo sollevate le gambe per cambiargli il pannolino, con automatico
distacco di questo, oppure ribaltamento sulla pancia, naturalmente PRIMA
che siate riusciti a fissargli gli automatici. Ma non preoccupatevi ! …
o meglio : preoccupatevi ! Preoccupatevi ! E' solo l'inizio !
Infatti, man mano che passa il tempo "vestire e svestire il bimbo" inizia
ad assumere un diverso significato. Il fatto è che la vestizione
sembra sempre di più una lotta, dove uno dei contendenti (lui o
lei) è autorizzato a menare come pochi, mentre ovviamente i poveri
fessi, cioè noi, siamo autorizzati a prenderne più che ne
possiamo. Quindi anche il semplice tentativo di infilare le sue gambe nei
calzoni diventa un'impresa rischiosa: si tratta praticamente di afferrare
una gamba in un mulinello di calci tirati un po’ dappertutto, e si finisce
ovviamente con il prendere quella sbagliata. Se va bene la cosa si risolve
al terzo tentativo, quando si riesce a prendere la gamba giusta (più
per caso che per volontà) ma il successo coincide generalmente con
la caduta per terra dei calzoni che sfuggono di mano proprio in quel momento.
A questo punto è chiaro che è una lotta per il predominio:
le lotte dei giovani leoni maschi per le femmine sono nulla in confronto.
Che sia un lui o una lei, il pupo ha già stabilito che è
nato nella casa di due fessi e quindi non può far altro che prendere
lo scettro del comando. Non può quindi un papà o una mamma
qualsiasi decidere per lui se deve essere vestito oppure no, basta solo
far vedere chi comanda e la cosa sarà risolta. Sì ma come
fare per assumere il comando ? Per quanto fessi i due compari sono almeno
dieci volte più grandi di lui e sono ancora convinti di comandare
loro. Allora inizia una lotta di logoramento basata su una semplice regola:
più lui riesce a controllare i suoi movimenti e meno riusciamo
noi a controllare lui. D'altro canto lui ha anche il vantaggio di avere
le pile cariche mentre le nostre iniziano a perdere colpi ! Anche su piano
dell'intelligenza siamo svantaggiati: l'infante per definizione è
più sveglio di noi, quindi se volete essere sicuri di fare la figura
dei fessi potete proprio provare a cercare di fare fesso lui.
Sopraffatti sul piano fisico ed intellettuale noi poveri papà
dobbiamo ricorrere all'ultima nostra arma, qualcosa che noi abbiamo e lui
non può avere: l'Esperienza! Una parola magica che significa semplicemente
che noi abbiamo già preso una buona dote di sportellate in faccia,
mentre lui ancora no (un pò come dire che siamo ricchi perchè
abbiamo fatto una marea di debiti !)
E' proprio l'esperienza la chiave per riuscire nell'intento di vestire
l'infante quando ormai ha preso il quasi totale controllo dei suoi movimenti
ed allora ecco le tecniche che permettono di uscire vittoriosi dalla disfida:
1) Adottate una strategia flessibile: non fissatevi con certe idee del
tipo “prima la gamba destra, poi la sinistra”. Adattatevi alla regola:
prima quella che riesco ad acchiappare, poi l’altra, sempre che sia ancora
lì dopo che ho infilato la prima.
2) Create un diversivo: gli piace uscire ? Vestitelo sulla carrozzina,
quando poi si accorge che l’ultima idea che vi sta passando per il cervello
è quella di portarlo fuori urlerà come un aquila, ma almeno
sarà vestito.
3) Coglietelo di sorpresa: imparate, per esempio, ad allacciargli i
bottoni mentre sta camminando o sta giocando. In quel momento si dimentica
che deve opporsi con tutte le sue forze al vostro tentativo di vestirlo
o svestirlo ed è più vulnerabile.
4) Usate la forza della cooperazione: uno lo tiene e l’altro le prende,
o meglio lo veste.
5) Anticipate le sue mosse: cercate di prevedere dove sta andando l’arto
che volete infilare nel calzone/maglione di turno. Dopo un po’ vedrete
che le pose plastiche di certi danzatori moderni sono uno scherzo rispetto
alle vostre, vere violazioni della legge di gravità, alla faccia
dei vari Galileo ed Einstein !
In questo modo l'infante sarà alla fine vestito. Voi a quel punto
sarete in condizioni pietose, ma internamente una luce di soddisfazione
vi illuminerà e lo guarderete pensando di scorgere sul suo volto
la delusione della sconfitta. Illusi ! Quello che vedrete è un'espressione
fra il meravigliato ed il sorpreso il cui significato vi risuonerà
nella testa beffardo: "ma cos'è tutta 'sta manfrina per uscire
? Bastava dirlo ! Allora 'ndiamo o no ? Forza ! Muoviamoci ! Dai papà,
sveglia !"