I bimbi stanno ai vestiti come il pesce
palla all’alpinismo. Dato che non mi è mai capitato di trovare un
pesce palla in cordata, è abbastanza chiaro che i vestiti per un
bimbo non rappresentano proprio la cosa più importante del mondo.
Basta solo vedere l’uso che ne fanno e anche il più appassionato
stilista si darebbe all’edilizia, anche perché, bene o male, alla
fine di una giornata, e spesso anche prima, qualunque vestito indossato
da un infante degno di questo nome è più conciato della maglietta
di un muratore. D’altro canto non gli si può proprio dare torto.
Per nove mesi di vestiti non se ne parla proprio, nemmeno un costumino
da bagno anche se il pupo è sempre in immersione, poi di colpo una
tipa con vestito bianco e azzurro (ma non sa che il bianco la sbatte signorina
?), ti piazza un ingombrante sacchetto in mezzo alle gambe, ti lascia qualche
minuto in una specie di microonde e infine ti infila una cosa disgustosa
chiamata “pigiamino”, destinata a perseguitarti fino a quando il tuo metro
e novanta, o per lei il metro e novanta del moroso, non fanno capire a
qualcuno che il bimbo o bimba sono cresciuti.
Abbastanza logico è quindi il fatto che il pupo standard sopporti
per i primissimi mesi quell’insulsa operazione di cambia e metti il vestito
(mai che si decidano a lasciarlo su) a cui lo sottopongono i genitori solo
perché non riesce a muoversi come vuole. Dal nostro lato, dimentichi
che anche noi abbiamo subito la stessa tortura ( e magari anche peggio,
vedi alla voce "ciripà" ), sottoponiamo i nostri bimbi alla stessa
via crucis, con l’aggravante che lo facciamo consciamente solo per soddisfare
la nostra vanità, perché che sia di Valentino, Missoni o
Tessitura Carletti al bimbo proprio non può fregargliene di meno.
Toltami con questo sproloquio la soddisfazione di sacramentare contro
questa tortura ( è dalla più tenera infanzia che aspettavo
quest’occasione ), passo ad illustrare qualche consiglio su come vestire
i bimbi, rifacendo esattamente quello che i miei e tutti i genitori hanno
fatto e faranno in futuro perché, ovviamente, l’esperienza non è
altro che una serie di errori che …. imperterriti continuiamo a ripetere.
Quello che però possiamo fare è porre un freno a vestitini
belli ma impossibili da tenere da un infante sano e attivo, a modellini
da esibizione pensati da chi non ha mai dovuto cambiare un pupo, ma che
non perde l’occasione di salassare noi ed i neononni, in modo particolare,
che si dissanguano volentieri per dare il meglio in termini estetici al
nipotino o nipotina di turno, dopo averci catechizzato per anni che l’importante
è che i bimbi abbiano vestiti che siano soprattutto pratici e che
si lavino in fretta.
Il bello è che il messaggio è giusto: da buon praticone
qual è, l’infante medio apprezza soprattutto una qualità
di un vestito: la praticità. Basta solo fare un po’ di attenzione
e si può facilmente scoprire che molte paturnie di un infante sono
contemporanee a tutoni troppo larghi o tutine mini, chiaramente fuori misura,
grazie alle quali il pupo passa più tempo a litigare con i propri
vestiti che a giocare od esplorare il mondo. Provate voi a fare quattro
passi con dei calzoni lunghi venti centimetri più della vostra gamba
! Se poi, giusto per la cronaca, camminare è ancora una conquista
che dovete fare, è abbastanza facile mettersi nei panni del puffo
e capire come deve essere difficile la cosa. Il bello è che non
è certo questo quello che ferma il mister: imperterrito si lancia,
tutina o tutone che sia e finisce regolarmente faccia avanti. Dato che
questo succede circa tremila volte al giorno è facile capire che
se dotiamo il bimbo dell’ultimo “modellino” è anche l’ultima volta
che vedremo quel vestitino intatto.
Assolutamente da evitare quindi sono i modelli di gran moda. Nel migliore
dei casi li userete una volta sola, prima che si disfino da soli (ricordate
che i vestiti seri non sono cuciti, ma saldati) o che il colore scompaia
nell’ennesimo rigurgito degli acidi gastrici dell’infante. Fate attenzione
inoltre che in genere si tratta di abiti fatti per dargli un motivo per
un parricidio quando raggiungeranno l’età adulta. Basta una mamma
in vena di nostalgie e una foto sfuggita alla vostra attenzione e inevitabilmente
finiranno per vedere “quanto erano carini”, vestiti modello bambola di
ceralacca e i sentimenti omicidi inizieranno a farsi strada diretti a voi,
colpevoli di non averli protetti da quello scempio, soprattutto perché
l’amarcord avverrà regolarmente alla presenza della di lui diletta
(disintegrando in un secondo l’immagine di sciupafemmine che hanno impiegato
anni per costruirsi).
Chiarito quindi che da come vestiamo i nostri bimbi dipende anche il
nostro futuro, passiamo alla seconda parte di questa "sfilata".