IL CANTUCCIO DEI PAPA'
MODA BIMBI
ovvero
QUELLO CHE C'E' DA SAPERE SU BIMBI E VESTITI (1)
I bimbi stanno ai vestiti come il pesce palla all’alpinismo. Dato che non mi è mai capitato di trovare un pesce palla in cordata, è abbastanza chiaro che i vestiti per un bimbo non rappresentano proprio la cosa più importante del mondo. Basta solo vedere l’uso che ne fanno e anche il più appassionato stilista si darebbe all’edilizia, anche perché, bene o male, alla fine di una giornata, e spesso anche prima, qualunque vestito indossato da un infante degno di questo nome è più conciato della maglietta di un muratore. D’altro canto non gli si può proprio dare torto. Per nove mesi di vestiti non se ne parla proprio, nemmeno un costumino da bagno anche se il pupo è sempre in immersione, poi di colpo una tipa con vestito bianco e azzurro (ma non sa che il bianco la sbatte signorina ?), ti piazza un ingombrante sacchetto in mezzo alle gambe, ti lascia qualche minuto in una specie di microonde e infine ti infila una cosa disgustosa chiamata “pigiamino”, destinata a perseguitarti fino a quando il tuo metro e novanta, o per lei il metro e novanta del moroso, non fanno capire a qualcuno che il bimbo o bimba sono cresciuti.

Abbastanza logico è quindi il fatto che il pupo standard sopporti per i primissimi mesi quell’insulsa operazione di cambia e metti il vestito (mai che si decidano a lasciarlo su) a cui lo sottopongono i genitori solo perché non riesce a muoversi come vuole. Dal nostro lato, dimentichi che anche noi abbiamo subito la stessa tortura ( e magari anche peggio, vedi alla voce "ciripà" ), sottoponiamo i nostri bimbi alla stessa via crucis, con l’aggravante che lo facciamo consciamente solo per soddisfare la nostra vanità, perché che sia di Valentino, Missoni o Tessitura Carletti al bimbo proprio non può fregargliene di meno.

Toltami con questo sproloquio la soddisfazione di sacramentare contro questa tortura ( è dalla più tenera infanzia che aspettavo quest’occasione ), passo ad illustrare qualche consiglio su come vestire i bimbi, rifacendo esattamente quello che i miei e tutti i genitori hanno fatto e faranno in futuro perché, ovviamente, l’esperienza non è altro che una serie di errori che …. imperterriti continuiamo a ripetere.

Quello che però possiamo fare è porre un freno a vestitini belli ma impossibili da tenere da un infante sano e attivo, a modellini da esibizione pensati da chi non ha mai dovuto cambiare un pupo, ma che non perde l’occasione di salassare noi ed  i neononni, in modo particolare, che si dissanguano volentieri per dare il meglio in termini estetici al nipotino o nipotina di turno, dopo averci catechizzato per anni che l’importante è che i bimbi abbiano vestiti che siano soprattutto pratici e che si lavino in fretta.

Il bello è che il messaggio è giusto: da buon praticone qual è, l’infante medio apprezza soprattutto una qualità di un vestito: la praticità. Basta solo fare un po’ di attenzione e si può facilmente scoprire che molte paturnie di un infante sono contemporanee a tutoni troppo larghi o tutine mini, chiaramente fuori misura, grazie alle quali il pupo passa più tempo a litigare con i propri vestiti che a giocare od esplorare il mondo. Provate voi a fare quattro passi con dei calzoni lunghi venti centimetri più della vostra gamba ! Se poi, giusto per la cronaca, camminare è ancora una conquista che dovete fare, è abbastanza facile mettersi nei panni del puffo e capire come deve essere difficile la cosa. Il bello è che non è certo questo quello che ferma il mister: imperterrito si lancia, tutina o tutone che sia e finisce regolarmente faccia avanti. Dato che questo succede circa tremila volte al giorno è facile capire che se dotiamo il bimbo dell’ultimo “modellino” è anche l’ultima volta che vedremo quel vestitino intatto.

Assolutamente da evitare quindi sono i modelli di gran moda. Nel migliore dei casi li userete una volta sola, prima che si disfino da soli (ricordate che i vestiti seri non sono cuciti, ma saldati) o che il colore scompaia nell’ennesimo rigurgito degli acidi gastrici dell’infante. Fate attenzione inoltre che in genere si tratta di abiti fatti per dargli un motivo per un parricidio quando raggiungeranno l’età adulta. Basta una mamma in vena di nostalgie e una foto sfuggita alla vostra attenzione e inevitabilmente finiranno per vedere “quanto erano carini”, vestiti modello bambola di ceralacca e i sentimenti omicidi inizieranno a farsi strada diretti a voi, colpevoli di non averli protetti da quello scempio, soprattutto perché l’amarcord avverrà regolarmente alla presenza della di lui diletta (disintegrando in un secondo l’immagine di sciupafemmine che hanno impiegato anni per costruirsi).

Chiarito quindi che da come vestiamo i nostri bimbi dipende anche il nostro futuro, passiamo alla seconda parte di questa "sfilata".
 


 

Copyright Claudia Mazzoni 01.01.2001