La prima volta che ti danno in braccio
figlio (o figlia) ti scopri a pensare che forse giocare un po’ a bambole
non era poi così sbagliato, almeno sapresti come si prende in braccio
quel coso di cinquanta centimetri che l’infermiera cerca di piazzarti.
In quel momento anche il più rachitico degli uomini si sente come
l’incredibile Hulk con in mano un bicchiere di cristallo. A peggiorare
la situazione magari c’è di fronte la madre o la suocera con uno
sguardo tra l’atterrito e l’accusatore, come se stessi torturando quell’esserino
che non sai proprio come tenere. Così succede che la prima volta
che ti danno in braccio il pupo fai la classica figura da imbranato, tenendo
il bimbo più o meno come si tiene una pizza (da qui il titolo).
Con un po’ di pratica si inizia poi a migliorare la presa fino ad acquistare
una certa disinvoltura. Non troppa naturalmente. Il fatto che siano molto
snodati non vuol dire che siano come Tiramolla (se non sapete chi è
vergognatevi !) quindi occorre fare sempre attenzione. La cosa principale
da sapere è che il bimbo va preso in modo da sorreggere la testa,
che nei primi tempi è un po’ pesante per il collo che la regge e
tende a piegarsi per pura e semplice forza di gravità. Il bimbo
non si rompe mica (magari avessimo la stessa flessibilità), però
e meglio sempre sorreggere la testa. Una volta imparato questo trucco,
il tutto è molto più semplice, visto che per fortuna è
molto leggero (sempre meglio che prendere in braccio la moglie quando è
in vena di romanticismi, un mal di schiena non è mai romantico).
Il peggio viene quando cresce dato che inizia a muoversi e non è
più così leggero. Il rischio maggiore si ha quando inizia
a fare movimenti di scatto. A quel punto si ha proprio l'impressione di
aver in mano una molla e l'unico modo è essere più
veloce di lui.
Le posizioni principali da conoscere per tenere il pupo sono tre. La
prima è quella classica da brava mammina che allatta o che culla,
cioè quella che non riusciremo mai ad imparare dato che credo sia
proprio
scritta nel DNA delle mamme. Noi possiamo al massimo fare una pessima imitazione
tenendo il pupo qualche volta insaccato e qualche volta teso ad arco. In
tutti e due i casi, se non gli prende l'abbiocco (leggi: se non si addormenta),
siamo obbligati inevitabilmente a spostarlo onde evitare di passare le
due ore successive a calmarlo (vedi CANZONI SULLA
CULLA ).
La seconda è quella del "ruttino" che proprio "ino" non
è visto che certe volte esplodono i vetri. Quello del ruttino è
la più grande ingiustizia che subiamo da piccoli: fino a quando
possiamo farlo non sappiamo quanto è divertente. Quando scopriamo
che è divertente non possiamo più farlo ! Comunque la posizione
consiste nel tenerlo sulla spalla, con la testa che la supera ovviamente,
più o meno come si fa con lo spall-arm (per chi ha fatto il militare),
con la grande differenza che non si può portare l'infante alla spalla
alla stessa velocità con cui si porta il fucile, a meno che non
si voglia insegnargli i principi del volo. Qui ci sono due possibilità:
se si porta alla spalla sinistra, si può mettere la mano sinistra
sotto il fondoschiena e la destra sulla spalla/testa, oppure fare al contrario
con la destra. Per chi ha fatto il militare consiglio la prima, che è
più sicura (almeno per l'abitudine). Il problema è toglierlo
dalla spalla e qui ancora una volta la nostra formazione di "machi" ci
frega: comunque lo togliamo non riusciamo poi più a girarlo come
si deve per metterlo in un'altra posizione. Automatico è quindi
l'intervento della mamma chioccia per evitare che la piccola (uso il femminile
tanto per cambiare) venga trasportata come un vassoio.
La terza posizione è quella che mi riusciva meglio. Si tratta
di prendere il bimbo sotto la pancia, più o meno come una salvietta
messa però per il lungo, cioè lungo il braccio. Questa posizione
è utile quando il pupo ha "dolor de panza", visto che lo calma e
spesso concilia anche il sonno. La testa si appoggia al braccio e permette,
se non si agita troppo, anche di aver l'altra mano libera, almeno per pochi
secondi, visto che il solito terrore che cada ci fa tenere la mano costantemente
sulla sua schiena. La mano libera è utile per toglierlo dalla suddetta
posizione, afferrandolo saldamente prima di sollevarlo. Questa posizione
diventa però sempre più difficile da usare man mano che cresce.
Un pò perchè pesa, poi anche perchè è una posizione
dove non riesce a fare presa nè con le mani, nè con i piedi,
quindi man mano che cresce diventa sempre meno gradita.
Esiste un'altra posizione che mi riesce particolarmente bene ed è
quella "di panza". In altre parole ci si siede in poltrona, lo si appoggia
alla propria panza e ci si abbiocca con lui (o lei). Non è una posizione
classica, ma il mio Alessandro non si è mai lamentato. E io neppure.