IL CANTUCCIO DEI PAPA'
CANZONI SULLA CULLA
ovvero
COME TI CALMO IL BIMBO
Provare a calmare un bimbo è un’impresa non da poco. Non si tratta solo di cercare di farlo star tranquillo, ma di farlo mentre il sonno accumulato dopo varie notti più o meno insonni e giornate di lavoro in cui, naturalmente, non vi viene permesso di dormire, vi fa pesare le palpebre come fossero delle incudini. Ovviamente anche l’umore non è dei migliori (normalmente in quei momenti se si avvicinasse Tyson finirebbe piuttosto male … per Tyson naturalmente), il che non facilita l'operazione. L’unica soluzione a cui viene da pensare, a parte la solita sgiaccottata (leggi “cullare dolcemente il bimbo per quanto possibile) al bambino, è la mitica “ninna nanna”, cioè quella canzoncina con il magico potere di ridurre qualsiasi mostriciattolo urlante al silenzio di un robusto sonno. Così almeno si crede, dato che la realtà è ben lontana dal mito. Prima di arrivare alla ninna nanna il classico genitore passa in rassegna la lista dei controlli standard: “ha fame ? No ha appena mangiato. Ha sete ? Ma se ha appena svuotato il seno di mia moglie che sembra un palloncino sgonfio ! Ho cambiato l’olio ? No quello è la macchina …. acc... non ho pagato il bollo ! Ha freddo ? Con 35° in casa ? Ah, allora gli canto la ninna-nanna ...... ma che gli canto ? Come faceva quella dell’Uomo Nero? E se gli racconto una favola ? E chi si ricorda come facevano le favole ?" e così via.

Il fatto è che ci si scorda regolarmente che il bimbo non capisce le parole, quindi che gli cantiamo “Maramao perché sei morto” o “You can leave your hat on “ (“9 settimane e mezzo”, se qualcuno se ne è scordato dopo “9 mesi in bianco”), è praticamente la stessa cosa dal punto di vista del significato. Quella che cambia è la melodia e qui sta il trucco: le canzoni che “piacciono” ai bambini sono in genere cadenzate, più o meno allo stesso ritmo con il quale vengono cullati. Nessun bimbo vi rinfaccerà mai che sbagliate le parole, così procedete tranquilli: la vostra performance avrà un pubblico ridotto ma fedele (e dove va ?) ed entusiasta. Talvolta anche troppo: nei primi mesi della vita di Alessandro, mio figlio, variavo spesso le canzoni (tutte più o meno conosciute), finché  non mi sono accorto che Alessandro non dormiva affatto se gli snocciolavo tutto il repertorio, ma al contrario impiegava più tempo ad addormentarsi perché stava ad ascoltarsi tutte le canzoni, tranquillo se gli piacevano o “ringhiando” o agitandosi se non le gradiva. Tra le mie passioni non c’è quella di fare la rock star in piena notte, così ho ristretto il repertorio a quelle che lo mettevano tranquillo, inserendone di nuove man mano con il passare del tempo. Questo perché anche i loro gusti cambiano. Così la canzoncina che fino ad una settimana prima lo faceva addormentare come un sasso, di colpo non gli fa più effetto e uno si trova a dover sostituire la n° 1 della Hit Parade. Nel caso di Alessandro la prima canzone della Hit Parade è stata “C’era una volta il piccolo naviglio”, di cui conoscevo (e conosco tutt’oggi) solo due strofe. Probabilmente Alessandro cedeva per la noia dopo mezz’ora passata a ripetere le stesse frasi. Poi ha avuto per molto tempo un largo successo “I watussi” (questa la so per intero), utile soprattutto per metterlo calmo. Adesso la numero uno è “I due gobeti”, che deve essere però preceduta da “Vecchio scarpone” o dalla “Marcia di Radetzki” (solo il motivo ovviamente) dato che, come ho già detto, ai bimbi piace soprattutto la cadenza.

Come si può vedere le canzoni possono essere qualunque, se proprio volete rimanere sull’ “infantile” ci sono pur sempre i ricordi del mitico Zecchino ( e se volete anche i successi dell’ultima edizione ), ma non è proprio necessario arrivare a doppiare Cristina D’Avena. Nei casi disperati c’è sempre “Heidi”, sempre che riusciate a bofonchiarne qualche strofa imparata sentendo la moglie, senza sentirvi come se foste nudi in mezzo ad uno stadio durante il derby. Io eseguivo “Lady Oscar” a mezza voce (e a mezzo testo dato che ho imparato solo il ritornello), visto che lo calmava. Ho scoperto però che il “barbone” (sempre mio figlio, naturalmente) preferiva che alcune canzoni fossero cantate da mia moglie ed altre da me.

Di fatto ai bimbi piace sentirvi cantare, naturalmente senza che vi esibiate come sirene della polizia con urli a squarciagola. Credo che basti solo sentire la vostra voce e una melodia, meglio se ritmata o cadenzata, non troppo veloce, con la quale potete cullarlo seguendo lo stesso ritmo. I Black Sabbath sono quindi esclusi dal repertorio delle canzoni per ninna nanna, anche se più adatti ai pensieri infernali di una sveglia forzata alle due di notte.
C’è però una serie di eccezioni: si devono assolutamente escludere Baglioni, i Pooh e simili. Ricordate che i traumi infantili perdurano tutta la vita e non potete mettere a rischio la salute mentale di vostro figlio (figlia) a questa tenera età!


 

Copyright Claudia Mazzoni 01.01.2001