IL CANTUCCIO DEI PAPA'
... LORO INIZIANO A GIOCARE
ovvero
COME TI CAMBIO L'INFANTE (2)
Fase due: il bimbo si  muove.....

per quanto riguarda la preparazione non ci sono cambiamenti e voi dovreste essere un po’ più esperti quindi sembra che l’impresa non debba presentare particolari problemi. Iniziate allora, stendete il pupo. …. ho detto stendete il pupo… non con un cazzotto naturalmente, ma cercate semplicemente di farlo rimanere sdraiato. …. Ah , adesso avete capito dove sta l’inghippo: quello o quella non ha la più pallida intenzione di rimanere sdraiato a lasciare che voi traffichiate con i suoi prodotti (e vorrei veder voi  al suo posto!). Ed è qui che inizia il bello. Da una parte voi, ormai avezzi ( non male per uno con una formazione scientifica ) alla operazione . Dall’altra lui o lei, che non ritiene necessario tutto quel trambusto per quella cosa buffa 

La prima regola è trovare un altro posto dove cambiarlo. Il fasciatoio è improponibile, visto che equivale ad assicurarvi una serie di infarti quando vostro figlio si agita (ovvero sempre). Su letto lo sconsiglio, specie se il copriletto è quello di mammà (non la vostra, quella di lei. Se fosse la vostra cambiarlo sul letto sarebbe la regola). Più sicuro è il pavimento, meglio su un tappeto da battaglia (cioè quello che avete lasciato nella camera a vostro figlio), in modo che qualunque cosa succeda, un bel giro di lavatrice e la faccenda è sistemata.

La lotto inizia con il togliergli il body, in cui oltre che con i soliti automatici dovete lottare con l’infante, che ora tanto infante non è più, che non ci pensa neanche lontanamente a farselo togliere. Poi non si sa come riuscite a toglierlo e qui occorre far sdraiare il pupo. In generale non è diffiicle, tranne che per l’effetto molla, nel senso che come lo metti giù quello si tira su ! Allora c’è il trucco: dategli qualcosa per distrarlo, un giochino od un oggetto. Meglio se si tratta di un oggetto complicato, qualcosa che deve aprire o chiudere. Come inizia a rigirarselo fra le mani scatta la cronometro: avete pochi secondi, poi lui (lei) si accorge che state trafficando con quel ingombrante sacchetto che vi ostinate ad appendergli fra le gambe. In quei secondi dovete almeno essere in grado di: aprire e togliere il pannolone, pulire il fondoschiena e … basta, se fate di più siete dei maghi o lui si è addormentato. Normalmente non appena gli levate il pattone (pannolino), lui molla l’oggetto e caccia le mani in zona cesarini. Per i maschietti vuol dire che afferra la batteria il che se, come succede spesso, è sporca per una evacuazione potente, significa automaticamente mollare il tutto per pulirgli le mani, rifilargli un altro oggetto (mai il primo !) e riprendere la gara. Con il passare del tempo scoprirete molte varianti: avvitamento su se stesso mentre gli sollevate il fondoschiena tirandolo su per i piedini, fuga con pattone mezzo staccato che gli pende giù per una gamba (naturalmente quello zozzo), esame dei suoi prodotti mentre vi siete distratti a cercare dov’è quella dannata crema, calcio in faccia tirato mentre vi chinate a sistemargli il nuovo pannolino e via cantando con un repertorio inesauribile e sempre nuovo. Naturalmente poi c’è l’insieme di espressioni coreografiche, dal pianto a dirotto (perché mi rubi la pupù papà ?), all’urlo sovrumano che fa rabbrividire i vicini mettendovi il terrore che la polizia vi sfondi la porta per arrestarvi con l’accusa di sevizie. A meno che non si metta a ridere, cosa questa che succede rararemente e quando succede rimanete lì come dei pisquani a cercare di capire dove sta il lato umoristico di avere una mano piena di rifiuti solidi di putto michelangiolesco, l’altra di crema per il fondoschiena ed un tremendo prurito sulla testa con una voglia matta di grattarvi !

Comunque, se Dio vuole, arriverete alla fine, attraverso la solita rincorsa al pupo sgattaiolato via con il pattone (quello nuovo stavolta) mezzo allacciato o peggio ancora con tutto al vento perché schizzato via mentre afferravate il pannolino. Ora dovete rivestirlo il che significa che se non avete imparato la lotta grecoromana, o almeno non l’avete nemmeno vista in TV, partite in svantaggio.

Ma non temete: il prossimo capitolo è dedicato a questo.
 


 

Copyright Claudia Mazzoni 01.01.2001