Lungi dall’essere un momento prettamente
delle mamme, il cambio del pupo è un compito che mette a dura prova
le vostre capacità di velocità, prontezza di riflessi, forza
e capacità di sopportazione. Di fronte a voi sta un essere puzzoloululante
che reclama un’immediata opera di depurazione dai rifiuti tossici emessi,
le cui reazioni però non sono per niente prevedibili. Anche Rambo
si è chiamato fuori da una simile impresa, era troppo per lui. In
questa prima parte parleremo dei bimbi più piccoli, ovvero di quelli
che non si muovono o si muovono poco. Che ci crediate o no sono i più
facili da cambiare, anche se ovviamente ci capitano quando siamo ancora
inesperti.
Innanzitutto come ogni impresa occorre preparare l’equipaggiamento (vedi
Codice Magnum, Rambo I, II, III e similia):
N° 2 pattoni, ovveri pannolini (il perché 2 lo scoprirete
poi)
N° 1 confezione di salviettine umidificate (con o senza crema)
N° 1 confezione di crema per fondoschiena di puffi (più
vischiosa della melassa)
N° 1 confezione di carta milleusi (non il rotolo di carta da cucina,
ma quello che trovate negli autolavaggio)
N° 1 ripiano dove appoggiare l’infante (se riuscite a farlo al
volo siete dei maghi !)
N° 1 infante (altrimenti chi cambiate ? Vostra suocera ?)
La preparazione dovrebbe essere fatta come quella dei toreri: un rito
sacro in cui ogni attrezzo viene messo nella posizione giusta e verificato
prima dell’uso. Nella realtà dovrete fare tutto in n° 3 secondi,
prima che le urla diventino così alte da giustificare l’intervento
dei pompieri.
Aprite i due pattoni in modo da stenderli. Lasciate chiuso il sistema
di chiusura (normalmente un adesivo facile da aprire e chiudere) e metteli
in posizione in cui potete prenderli senza staccarvi dal pupo. Stendete
un paio di fogli di carta sul ripiano dovete appoggiare l’infante. Mettete
il contenitore delle salviettine aperto e a portata di mano, meglio se
dall’altra parte rispetto ai pattoni (nel momento topico capirete il perché
!). Idem con la crema: aprite il tubetto PRIMA dei cambiare il pupo. Durante
è come candidarsi al suicidio. Prendete poi una o due salviettine
e preparatele aperte.
A questo punto inizia la sfida: stendete l’infante (cambiarlo in piedi
è da circo). Il ripiano deve essere messo in una posizione comoda
e sicura. Con sicura intendo che nel caso che il pupo si agitasse, non
deve poter esercitarsi nel bungee jumping senza elastico. In questo i primi
mesi ingannano perché il pupo sembra imbalsamato, ma senza dirvi
niente cresce e di colpo scopre che può rotolarsi di lato, naturalmente
quello dove non c’è la sponda. Sta a voi allora diventare emuli
di Zoff, Zamora o Jascin (portieri seri) o mettere qualcosa a lato del
fasciatoio che gli impedisca di cadere. Meglio ancora mettete delle protezioni
ai lati, ma mantenete una mano sul pupo durante tutta l’operazione. Se
nel corso della stessa vi accorgerete che di mani ve ne servono tre o quattro,
non vi preoccupate: troverete anche le restanti, oltre alle due in dotazione
( non so come ma un genitore che cambia il figlio dispone di quattro o
cinque mani, la scienza non ha mai spiegato il perché, ma ogni genitore
lo sa).
Comunque sia iniziamo: quasi sicuramente avrà quel maledetto
indumento chiamato “body” con gli automatici. Mai nome è stato dato
tanto a proposito: “automaticamente” non si chiudono quando cercate di
allacciarli ed “automaticamente” non si aprono quando cercate di slacciarli.
Dopo le tre o quattro rituali imprecazioni all’inventore degli automatici
provvedete a mettere allo scoperto il nauseabondo pannolino. A questo punto
slacciate gli adesivi ai fianchi, o se avete usato quei nuovi “pannolini
– mutandina”, strappate decisamente il fianco del pannolino. Non rimuovete
però il pannolino, lasciatelo lì (ma che fretta avete ?)
e passate ad afferrare i piedini del pupo, in modo da sollevargli leggermente
il fondo schiena. Leggermente ripeto: anche se è l’unica fase in
cui potrebbe fare il contorsionista tanto è snodato, non fa piacere
a nessuno essere appeso per i piedi modello lepre.
A questo punto occorre essere veloci: togliete il pannolino, possibilmente
pulendo quello che potete con il pannolino stesso (aiuta a rimuovere il
grosso) se il bimbo ha sporcato. Qui viene il momento topico. Una volta
rimosso il pannolino dovete finire di pulirlo (se no potevate evitare di
stare a fare il tutto) e questo mentre siete di fronte a due bocche da
fuoco pronte a sparare. La più pericolosa è la superiore,
specie se l’infante è maschio, visto l’effetto idrante, ma anche
la seconda non scherza, specie quando il bimbo è più piccolo
e non esce roba solida da lì sotto. Il vantaggio con i maschietti
è che si può capire se è lì lì per sparare,
visto che si crea una specie di congestione. Con le femminucce non
so, ma non c’è il rischio della doccia, solo quello del tiro diretto.
A questo punto servono le due salviettine preparate aperte: come scoprite
il bimbo ponete le due salviettine sopra l’obice, in modo che, se il bimbo
si scarica, almeno non benedice l’intera stanza.
Passate poi a pulire con altre salviettine quello che rimane sul fondo
e comunque a dare una pulita generale, anche se i rifiuti sono solo quelli
liquidi. E’ vero che la pipì non è infetta (se non ci sono
altre infezioni / malattie in corso) però puzza anche quella.
Passate poi a mettere il nuovo pannolino e quindi, se il bimbo si era
sporcato, a passare la crema. Si tratta di applicarne un velo, non di cementare
il buco, quindi lasciate giù la cazzuola da muratore. Tirate poi
un altro sacramento perché quella pasta non si scolla dalle mani
(consiglio: strofinatele sull’interno del pannolino) e finalmente
potete tirare su la parte anteriore del pannolino, togliendo ovviamente
le salviettine e chiudere i laccetti o gli adesivi. Con quest’ultimi, se
non avete comprato quelle confezioni “prendi cento che paga lui” non dovreste
aver problemi nella chiusura, altrimenti dovrete rifare tutto, a meno che
non usiate il Vinavil per tenere attaccati quei laccetti (scherzo: non
fatelo !).
FINE ! Suoni di trombe e ola del pubblico !
….. ed il secondo pannolino a cosa serve direte voi ?
.. ma a rifare l’operazione naturalmente, dato che il pupetto (o pupetta)
festeggerà il vostro successo con l’espressione soddisfatta di chi
si è scaricato di nuovo !
Esercizio della settimana: operazione di cambio del pupo in una toelette
d’aereo, a diecimila metri di quota, con turbolenze e matrona urlante fuori
dalla porta in preda ad attacco di diuresi selvaggia. Se lo sapete fare
siete promossi.