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Mi trovavo nei mitici States per lavoro
(perchè poi mitici ?), quando la voce allarmata di mia moglie (alle
4 del mattino ora locale!) mi diede la tremenda notizia: "non mangia" !
Per un padre il cui soprannome è "Rodolfo Lavandino" scoprire
che il figlio non tocca cibo è qualcosa di veramente straordinario.
Non che non mangiasse: mia moglie continuava ad allattarlo, ma essendo
ormai arrivato da un pezzo il tempo dello svezzamento, aveva iniziato a
dargli da mangiare una pappina suggerita dal pediatra. Allarmato, ovviamente
ho tranquillizzato mia moglie con un "ci penso io" (la versione italiana
del "ghe pensi mi" che nella nostra zona è di rigore) e, al ritorno,
mi sono cimentato nell'aspra tenzone. Con un sorriso da venditore di auto
usate ed un savoir faire da bellimbusto da balera ho cercato di piazzare
a mio figlio per superlativa la pappetta preparata da un pediatra che conoscevamo
all'epoca (non quello che scrive su questo sito). Lungi dal farsi prendere
in giro Alessandro mi ha rifilato un clamoroso rifiuto. Al che la cosa
ha iniziato a preoccuparmi veramente. Altri due tentativi a vuoto poi un
lampo di genio: ho chiesto cosa conteneva la pappetta. Nulla di straordinario,
tutta roba buona e genuina, adatta per un bimbo di 6 mesi. Allora perchè
non mangiava ? Ho deciso allora di adottare il più classico degli
stratagemmi: mangio io che poi ti rifilo il tutto a te (e con questo il
3 in italiano non me lo leva nessuno). Metto in bocca la prima cucchiaiata
e sorpresa! La pappa sarà stata sicuramente energetica e completa,
ma era totalmente immangiabile !
Scoprimmo così che il corso di cucina non è previsto
nella formazione dei moderni pediatri e che la ragione perchè un
bimbo rifuta un cibo può essere semplicemente perchè gli
fa schifo !
D'altro canto abbiamo una falsa idea di quello che provano i bimbi.
Dato che non hanno mai conosciuto i diversi sapori si può pensare
che non abbiano i loro gusti. Invece è proprio il contrario: i sapori
non li conoscono ma i gusti li hanno e come. Una delle cose più
simpatiche che si hanno con un bimbo è quello di dargli da assaggiare
un nuovo cibo. Non potendo parlare, si può capire dalla faccia che
fanno se hanno o no apprezzato il suo sapore. E le espressioni sono decisamente
molto buffe. In questo modo abbiamo trovato la soluzione del problema:
mettici un pò di grana, togli un pò di questo, aumenta un
pò di quell'altro e finalmente l' "intruglio" ha assunto un sapore
accettabile: non dico che Alessandro ha leccato il piatto, ma in pochi
minuti della pappina non ne è rimasta traccia.
Il bello della faccenda è che non solo i bimbi hanno subito
i propri cibi preferiti, ma sanno essere molto sofisticati: se si sbaglia
a mettere il sale o la pietanza non è sufficientemente dolce o lo
è troppo, a seconda dei gusti di ciascuno di loro naturalmente,
ed ecco un clamoroso rifiuto anche a panza vuota !
Naturalmente come tutti gli "scopritori dell'acqua calda" abbiamo scoperto
in seguito che la regola è generale e non c'è, naturalmente,
nessun nonno che si trattenga dallo spiegarci quanto eravamo schifiltosi
da piccoli e che ci piaceva questo e non quell'altro. C'è da dire
che da questi racconti sembra sempre che tutti i bimbi siano o delle fogne
o dei fachiri o degli avvinazzati, ma naturalmente esagerare è umano,
come feci io a nove anni che chiesi un Campari (alcolico) alle 10 del mattino
in un bar. Il barista svenne. Va beh, io volevo un Crodino (analcolico),
mi sono solo confuso sul nome !
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