L'ANGOLO DELLE NEOMAMME
IN VETTURA (2)
ovvero
L'AUTO ED IL TRASPORTO DEGLI INFANTI (2)
Nella prima parte si è già parlato del seggiolino omologato, attrezzo indispensabile (almeno così dice la Legge) per trasportare in giro l’infante. L'argomento naturalmente non si esaurisce con la sistemazione del pupo sul seggiolino (al massimo si esauriscono le nostre energie in questa operazione), ma conviene parlare di un altro paio di cosette da sapere.

Il seggiolino del pupo può essere piazzato in vari punti dell'auto. Escluso il posto di guida per ovvie ragioni, anche se visto come guida certa gente sarebbe meglio se al volante ci fosse il bimbo, rimane il posto anteriore o quelli dietro. Il primo è sicuramente il più comodo, ma naturalmente hanno pensato bene di piazzarci l’airbag passeggero, fatto apposta per creare un pericolo all'infante, quindi rimangono i posti dietro. Per comodità è meglio metterlo sull'altro lato del sedile rispetto al vostro, per darvi qualche possibilità di intervento non appena fermi (ovviamente non quando state andando). Data la posizione però tenete conto che se volete scendere per raggiungere l’infante dovete girare intorno alla macchina salvo poi scoprire che vostra moglie ha messo la sicurezza alla porta e quindi non potete aprirla se non rifacendo la manovra ed alzando il piolino dall’interno.

Se lo tenete dietro di voi, praticamente sarà invisibile, a parte le pedate che tirerà nel sedile e che si ripercuoteranno sulla vostra schiena. In compenso impiegate molto meno tempo a scoprire che vostra moglie ha messo la sicura anche all’altra porta, quindi entrambe le scelte hanno i loro svantaggi e vantaggi. Io preferisco la prima, per non fare il contorsionista se mi devo girare al semaforo a calmare il pargolo, ma va bene anche la seconda. La posizione centrale è neutra, nel senso che può andare bene ma rischia di cancellarvi entrambi i posti posteriori, se avete una di quelle auto certificate per 5 posti dove, al momento della certificazione sono saliti dietro tre fantini anoressici. Inoltre in questa posizione il seggiolino va fissato particolarmente bene per evitare che in caso di frenata vi troviate sul cruscotto il figlio sopra la scritta “Papà va piano, pensa a me”, invece che la sua fotografia.

Quello che è importante è che siate in grado di controllare il pupo dallo specchietto retrovisore interno, anche perché se ci riuscite con quello esterno o siete dei maghi o vi siete dimenticati di mettere dentro l’infante e vi state trascinando la carrozzina agganciata alla macchina da qualche chilometro. Il motivo di questo controllo è che il pupo difficilmente sta fermo sul seggiolone ma, a seconda delle sue capacità di movimento, si contorcerà continuamente nel tentativo di togliersi da quel trono. Ora recuperare un infante infilato testa e tronco tra i sedili, dato che le famose cinture di bloccaggio riescono al massimo a trattenere le gambe, non fa parte dei nostri sport preferiti, così come convincerlo a rimanere seduto (più o meno) composto e non  a torcersi su se stesso per vedere dal parabrezza posteriore, quindi un'occhiata ogni tanto è meglio darla, naturalmente non dimenticandosi che si sta guidando e che, per quanto siate belli, non fate un bell’effetto spiccicati sul muso di un TIR.

Per far star tranquillo il bimbo ci sono vari metodi. Il primo consiste nel dargli qualcosa con cui giocare. Qualunque cosa basta che sia morbido, visto che la vostra testa si troverà inevitabilmente nella sua traiettoria. 
In alternativa potete dargli qualcosa di da disintegrare nel corso del viaggio, della carta, della stoffa, tenendo conto ovviamente che alla fine del viaggio dovrete munirvi del vostro mega aspiratore (quello da cui ogni volta che lo pulite estraete il parrucchino del nonno o del vicino) e fare un repulisti totale di quello scempio, ricordandosi ovviamente di scaricare il pupo dall'auto prima di accendere il reattore dell'aspirapolvere. Anche una buona scorta di biberon può essere utile. Tenete conto che in viaggio un infante di medio tonnellaggio svuota un'autobotte, con passaggio diretto biberon - pannolino. Quindi tenete conto anche di una buona scorta di pattoni, altrimenti la vostra macchina finirà allagata. E' proprio in auto che il vostro amatissimo bebè scoprirà che agitando il biberon è in grado di provocare una pioggia di acqua e miele o di tè zuccherato sui vostri sedili e vestiti. Per regolamento questo avverrà in autostrada nell'unica zona dove non ci sono aree di sosta, in modo che solo a lavaggio avvenuto riuscirete a strappargli il malefico contenitore. Tenente conto anche che il biberon ha la magica proprietà di comprimere l'acqua che in natura non è comprimibile nemmeno con presse giganti, per cui un biberon duecento grammi contiene in media dai quattro ai cinque litri di acqua, altrimenti non si spiegherebbe come è possibile che con un solo biberon il pupo ci costringa ad un completo lavaggio degli interni dell'auto.

Se il bimbo ha fame poi, il rimedio classico è il biscotto. A meno che il vostro infante non sia una cloaca (leggi “ affamato in modo superiore alla media”), la media dei biscotti ingurgitati è di uno su tre, cioè uno mangiato su tre che gli vengono dati. Gli altri due finiscono sbriciolati un po’ dappertutto se non hanno la marmellata, mentre se l'hanno finiscono invariabilmente sul tappetino e vengono scoperti DOPO averli calpestati. Proprio la marmellata è quella sostanza che invariabilmente risalterà sui sedili "vera pelle" della vostra berlina dopo che sarà stata ben spalmata in un elementare tentativo di pulizia operato dall'infante stesso delle proprie manine ("guarda che caro, sta pulendo il sedile ! Non è un tesoro ?"). Vi risparmio cosa vi aspetta se siete così pazzi da dargli dei biscotti con uno strato di cioccolato su un lato. Non ho elementi invece su cosa succede con omogeneizzati et similia (latino maccheronico inventato al momento, magari è pure esatto !), che qualcuno dà all'erede mentre sta viaggiando, perché non abbiamo mai osato darli al nostro, ma basta immaginare il cucchiaio che prende il volo, intercettato dalla solita manina, per prevedere lo scempio di un'auto che dopo qualche tempo di "trasporto pupi" acquista un caratteristico olezzo del tipo latte avariato. Sarà per questo che i rivenditori di auto usate da vario tempo non dicono più che prima l'auto veniva usata da un tranquillo padre di famiglia.

Tornando al viaggio, se al pupo non piace andare in macchina, non cercherà di farvelo capire con un discorso indiretto, si limiterà semplicemente a farvi esplodere il parabrezza con il solito urletto gentile a 160 decibel (i motori dei jet fanno 140) sparato per tutta la durata del viaggio, esattamente da quando metterete in moto a quando, in presa ad una crisi isterica, parcheggerete in un'area di servizio dell'autostrada spostando a mano quella betoniera che un imprudente camionista ha lasciato in sosta. L'urlo cesserà esattamente quando tirerete fuori di peso l'infante che non vi darà nemmeno la soddisfazione di regalarvi un sorriso, ma si guarderà semplicemente intorno come se nulla fosse accaduto. A quel punto l'unica soluzione è cercare di addormentare il pupo. Non provatevi neanche a passarlo alla vostra gentil consorte: la regola è che lo culliate voi in mezzo a tir che inchiodano per evitare un pazzoide (voi) che saltella da una parte all'altra dell'area di servizio sulle note della più stupida delle ninnananne, perché le solite, cioè quelle che gli cantate a casa non funzioneranno.
Quando finalmente si addormenta, inizia per voi la cronometro. In pratica si deve rimettere in macchina il pupo, la moglie che nel frattempo sta saccheggiando l'autogrill e qualche eventuale altro figlio (negli autogrill si trova di tutto) probabilmente perso dall'auto precedente. Bisogna poi cercare arrivare prima che il nostro eroe si svegli , perché avete una possibilità sola: una volta risvegliato non c'è modo di riaddormentarlo nuovamente ( come no ? ... so cosa state pensando, ma non si fa !) e a quel punto dove siete siete e da lì non vi muoverete. Per evitare quindi splendidi picnic su un viadotto o nel mezzo di uno svincolo l’unica soluzione è arrivare il prima possibile a destinazione. Naturalmente bisogna farlo senza violare i limiti di velocità , sia per la vostra sicurezza, ma anche perché in questi casi ci si trova la bellezza di 10 multanova in agguato con pattuglie di poliziotti irritati perché anche loro neopapà e con il pupo che ha fatto passare loro la notte insonne per la terza volta consecutiva.

Se Dio vuole arriverete in qualche modo a destinazione. Cercate di godervi la permanenza se potete anche perché al ritorno si replica. Dato che il pupo non ha una idea precisa di dove sia "casa", opporrà la stessa resistenza che ha opposto alla partenza, forse convinto che "casa" appaia lì dietro l'angolo. Comunque sia fa parte del gioco. Magari siete della schiera dei pochi eletti il cui figlio o figlia se ne sta buono buono per tutto il viaggio, ma non contateci troppo: i bimbi sono molto più veloci di noi e i loro pensieri sono più veloci della luce, con buona pace del vecchio Albert (Einstein). Se dormono o stanno tranquilli si stanno solo preparando a DOPO.


 
   
   
Copyright 2001 Claudia Mazzoni - Angolo delle Neomamme