Nella prima parte si è già
parlato del seggiolino omologato, attrezzo indispensabile (almeno così
dice la Legge) per trasportare in giro l’infante. L'argomento naturalmente
non si esaurisce con la sistemazione del pupo sul seggiolino (al massimo
si esauriscono le nostre energie in questa operazione), ma conviene parlare
di un altro paio di cosette da sapere.
Il seggiolino del pupo può essere piazzato in vari punti dell'auto.
Escluso il posto di guida per ovvie ragioni, anche se visto come guida
certa gente sarebbe meglio se al volante ci fosse il bimbo, rimane il posto
anteriore o quelli dietro. Il primo è sicuramente il più
comodo, ma naturalmente hanno pensato bene di piazzarci l’airbag passeggero,
fatto apposta per creare un pericolo all'infante, quindi rimangono i posti
dietro. Per comodità è meglio metterlo sull'altro lato del
sedile rispetto al vostro, per darvi qualche possibilità di intervento
non appena fermi (ovviamente non quando state andando). Data la posizione
però tenete conto che se volete scendere per raggiungere l’infante
dovete girare intorno alla macchina salvo poi scoprire che vostra moglie
ha messo la sicurezza alla porta e quindi non potete aprirla se non rifacendo
la manovra ed alzando il piolino dall’interno.
Se lo tenete dietro di voi, praticamente sarà invisibile, a parte
le pedate che tirerà nel sedile e che si ripercuoteranno sulla vostra
schiena. In compenso impiegate molto meno tempo a scoprire che vostra moglie
ha messo la sicura anche all’altra porta, quindi entrambe le scelte hanno
i loro svantaggi e vantaggi. Io preferisco la prima, per non fare il contorsionista
se mi devo girare al semaforo a calmare il pargolo, ma va bene anche la
seconda. La posizione centrale è neutra, nel senso che può
andare bene ma rischia di cancellarvi entrambi i posti posteriori, se avete
una di quelle auto certificate per 5 posti dove, al momento della certificazione
sono saliti dietro tre fantini anoressici. Inoltre in questa posizione
il seggiolino va fissato particolarmente bene per evitare che in caso di
frenata vi troviate sul cruscotto il figlio sopra la scritta “Papà
va piano, pensa a me”, invece che la sua fotografia.
Quello che è importante è che siate in grado di controllare
il pupo dallo specchietto retrovisore interno, anche perché se ci
riuscite con quello esterno o siete dei maghi o vi siete dimenticati di
mettere dentro l’infante e vi state trascinando la carrozzina agganciata
alla macchina da qualche chilometro. Il motivo di questo controllo è
che il pupo difficilmente sta fermo sul seggiolone ma, a seconda delle
sue capacità di movimento, si contorcerà continuamente nel
tentativo di togliersi da quel trono. Ora recuperare un infante infilato
testa e tronco tra i sedili, dato che le famose cinture di bloccaggio riescono
al massimo a trattenere le gambe, non fa parte dei nostri sport preferiti,
così come convincerlo a rimanere seduto (più o meno) composto
e non a torcersi su se stesso per vedere dal parabrezza posteriore,
quindi un'occhiata ogni tanto è meglio darla, naturalmente non dimenticandosi
che si sta guidando e che, per quanto siate belli, non fate un bell’effetto
spiccicati sul muso di un TIR.
Per far star tranquillo il bimbo ci sono vari metodi. Il primo consiste
nel dargli qualcosa con cui giocare. Qualunque cosa basta che sia morbido,
visto che la vostra testa si troverà inevitabilmente nella sua traiettoria.
In alternativa potete dargli qualcosa di da disintegrare nel corso
del viaggio, della carta, della stoffa, tenendo conto ovviamente che alla
fine del viaggio dovrete munirvi del vostro mega aspiratore (quello da
cui ogni volta che lo pulite estraete il parrucchino del nonno o del vicino)
e fare un repulisti totale di quello scempio, ricordandosi ovviamente di
scaricare il pupo dall'auto prima di accendere il reattore dell'aspirapolvere.
Anche una buona scorta di biberon può essere utile. Tenete conto
che in viaggio un infante di medio tonnellaggio svuota un'autobotte, con
passaggio diretto biberon - pannolino. Quindi tenete conto anche di una
buona scorta di pattoni, altrimenti la vostra macchina finirà allagata.
E' proprio in auto che il vostro amatissimo bebè scoprirà
che agitando il biberon è in grado di provocare una pioggia di acqua
e miele o di tè zuccherato sui vostri sedili e vestiti. Per regolamento
questo avverrà in autostrada nell'unica zona dove non ci sono aree
di sosta, in modo che solo a lavaggio avvenuto riuscirete a strappargli
il malefico contenitore. Tenente conto anche che il biberon ha la magica
proprietà di comprimere l'acqua che in natura non è comprimibile
nemmeno con presse giganti, per cui un biberon duecento grammi contiene
in media dai quattro ai cinque litri di acqua, altrimenti non si spiegherebbe
come è possibile che con un solo biberon il pupo ci costringa ad
un completo lavaggio degli interni dell'auto.
Se il bimbo ha fame poi, il rimedio classico è il biscotto. A
meno che il vostro infante non sia una cloaca (leggi “ affamato in modo
superiore alla media”), la media dei biscotti ingurgitati è di uno
su tre, cioè uno mangiato su tre che gli vengono dati. Gli altri
due finiscono sbriciolati un po’ dappertutto se non hanno la marmellata,
mentre se l'hanno finiscono invariabilmente sul tappetino e vengono scoperti
DOPO averli calpestati. Proprio la marmellata è quella sostanza
che invariabilmente risalterà sui sedili "vera pelle" della vostra
berlina dopo che sarà stata ben spalmata in un elementare tentativo
di pulizia operato dall'infante stesso delle proprie manine ("guarda che
caro, sta pulendo il sedile ! Non è un tesoro ?"). Vi risparmio
cosa vi aspetta se siete così pazzi da dargli dei biscotti con uno
strato di cioccolato su un lato. Non ho elementi invece su cosa succede
con omogeneizzati et similia (latino maccheronico inventato al momento,
magari è pure esatto !), che qualcuno dà all'erede mentre
sta viaggiando, perché non abbiamo mai osato darli al nostro, ma
basta immaginare il cucchiaio che prende il volo, intercettato dalla solita
manina, per prevedere lo scempio di un'auto che dopo qualche tempo di "trasporto
pupi" acquista un caratteristico olezzo del tipo latte avariato. Sarà
per questo che i rivenditori di auto usate da vario tempo non dicono più
che prima l'auto veniva usata da un tranquillo padre di famiglia.
Tornando al viaggio, se al pupo non piace andare in macchina, non cercherà
di farvelo capire con un discorso indiretto, si limiterà semplicemente
a farvi esplodere il parabrezza con il solito urletto gentile a 160 decibel
(i motori dei jet fanno 140) sparato per tutta la durata del viaggio, esattamente
da quando metterete in moto a quando, in presa ad una crisi isterica, parcheggerete
in un'area di servizio dell'autostrada spostando a mano quella betoniera
che un imprudente camionista ha lasciato in sosta. L'urlo cesserà
esattamente quando tirerete fuori di peso l'infante che non vi darà
nemmeno la soddisfazione di regalarvi un sorriso, ma si guarderà
semplicemente intorno come se nulla fosse accaduto. A quel punto l'unica
soluzione è cercare di addormentare il pupo. Non provatevi neanche
a passarlo alla vostra gentil consorte: la regola è che lo culliate
voi in mezzo a tir che inchiodano per evitare un pazzoide (voi) che saltella
da una parte all'altra dell'area di servizio sulle note della più
stupida delle ninnananne, perché le solite, cioè quelle che
gli cantate a casa non funzioneranno.
Quando finalmente si addormenta, inizia per voi la cronometro. In pratica
si deve rimettere in macchina il pupo, la moglie che nel frattempo sta
saccheggiando l'autogrill e qualche eventuale altro figlio (negli autogrill
si trova di tutto) probabilmente perso dall'auto precedente. Bisogna poi
cercare arrivare prima che il nostro eroe si svegli , perché avete
una possibilità sola: una volta risvegliato non c'è modo
di riaddormentarlo nuovamente ( come no ? ... so cosa state pensando, ma
non si fa !) e a quel punto dove siete siete e da lì non vi muoverete.
Per evitare quindi splendidi picnic su un viadotto o nel mezzo di uno svincolo
l’unica soluzione è arrivare il prima possibile a destinazione.
Naturalmente bisogna farlo senza violare i limiti di velocità ,
sia per la vostra sicurezza, ma anche perché in questi casi ci si
trova la bellezza di 10 multanova in agguato con pattuglie di poliziotti
irritati perché anche loro neopapà e con il pupo che ha fatto
passare loro la notte insonne per la terza volta consecutiva.
Se Dio vuole arriverete in qualche modo a destinazione. Cercate di godervi
la permanenza se potete anche perché al ritorno si replica. Dato
che il pupo non ha una idea precisa di dove sia "casa", opporrà
la stessa resistenza che ha opposto alla partenza, forse convinto che "casa"
appaia lì dietro l'angolo. Comunque sia fa parte del gioco. Magari
siete della schiera dei pochi eletti il cui figlio o figlia se ne sta buono
buono per tutto il viaggio, ma non contateci troppo: i bimbi sono molto
più veloci di noi e i loro pensieri sono più veloci della
luce, con buona pace del vecchio Albert (Einstein). Se dormono o stanno
tranquilli si stanno solo preparando a DOPO.